groupe de vaches au pré
Agricoltura, Agroalimentare

Qual è il ruolo di una cooperativa agricola?

Incontro con la cooperativa CAVAC, in Vandea (Francia)

page d'accueil site cavac

Qual è il ruolo di una cooperativa agricola? Ho voluto incontrare una cooperativa per poter porre le mie domande e capirne meglio il funzionamento! Ero anche curiosa di conoscere l’impatto del periodo di crisi che attraversiamo da inizio 2020 e le conseguenze nel settore agricolo. Avevo quindi qualche domanda… Intervistare una cooperativa, d’accordo, ma quale? A dire la verità, la mia scelta è stata rapida: la CAVAC. Essendo originaria dai Paesi della Loira e spesso in Vandea a contatto con gli agricoltori, la CAVAC è LA cooperativa di cui ho sentito più parlare in questi ultimi mesi! È Céline Bernardin, responsabile della comunicazione, che mi ha accolta nei locali della sede, nella città la Roche sur Yon e che ha risposto a tutte le mie interrogazioni.

Presentazione della cooperativa agricola vandeana

La CAVAC è una cooperativa agricola dal 1965, la sede si trova alla Roche sur Yon, in Vandea (nell’ovest della Francia). Il gruppo cooperativo che opera nei settori dell’agricoltura e dell’agro-trasformazione è conosciuto come un attore economico e sociale importante a livello regionale. Con 10.000 agricoltori e 1650 dipendenti, il gruppo si organizza attorno a quattro aree di attività, l’animale, il vegetale, la distribuzione verde (garden center) e l’agro-trasformazione che comprende l’agroalimentare e i biomateriali. Con così tante attività, volevo saperne di più sul funzionamento e l’accompagnamento presso i produttori agricoli ma anche capire come la cooperativa risponde alle aspettative dei suoi aderenti.

Per capire il funzionamento della cooperativa con le aziende agricole, Céline spiega che la cooperativa è l’estensione dell’azienda. Essendo creata dagli agricoltori, i servizi proposti sono pensati per e da loro. La cooperativa è “multi cappello”: è allo stesso tempo cliente, fornitore, eletta e decisore. Si capisce rapidamente, la cooperativa è molto versatile, multiprofessionale, e per citare la mia interlocutrice “all’immagine dell’agricoltura locale: multi colture”.

visuel coopérative cavac cycle produit

L’accompagnamento tecnico e commerciale per gli imprenditori agricoli

La cooperativa accompagna gli agricoltori in funzione della loro filiera per rispondere a dei bisogni tecnici ma anche commerciali (necessità sul mercato, export…). Porta una visione del mercato con lo scopo di offrire agli aderenti delle prospettive.

Vediamo un esempio concreto: circa un centinaio di allevatori di maiali lavorano con Porcineo, che fa parte del gruppo. Allevare le bestie vuol dire avere bisogno di nutrirle, curarle, avere una struttura e ricevere consigli ovviamente. Nel caso della suinicoltura, la cooperativa commercializza la produzione. Inoltre, un comitato di allevatori è stato creato al fine di definire una strategia e affrontare le problematiche del quotidiano. Accompagna anche gli allevatori su temi come lo sviluppo sostenibile.

grain dans une main

Collaborazioni aziende agricole e cooperativa

Gli agricoltori aderenti hanno diversi canali di vendita possibili, o commercializzano essi stessi oppure vendono tramite la CAVAC, parzialmente o totalmente. Quando gli agricoltori vendono alla cooperativa, esistono diverse modalità e grazie a un profilo di fedeltà, ci sono vantaggi all’acquisto o alla vendita dei prodotti per l’agricoltore. Per le aziende che sono in agricoltura convenzionale, la responsabile della comunicazione precisa che i contratti pluriennali si sviluppano molto con le aziende agroalimentari locali e i distributori. Da numerosi anni, fanno la scelta di lavorare con dei contratti su volumi e/o la qualità premium. Questo permette di mantenere dei prezzi fissi e avere della visibilità, utile per ogni anello della catena.

I contratti pluriennali riprendono il modello dell’agricoltura biologica, sottolinea Céline. Quando un agricoltore bio lavora con la CAVAC, ha sistematicamente un contratto pluriennale, ciò gli permette di avere della visibilità sui suoi redditi per gli anni a venire.  Al di là dell’approccio tecnico, c’è un modello economico virtuoso con un impegno sul tempo. La mia interlocutrice aggiunge “è il ruolo delle cooperative di avere questo tipo di impegno a lungo termine e di incoraggiare l’agricoltura biologica”.

L’accompagnamento in fase di installazione o riconversione

dans un champs d'orge

È anche un accompagnamento che si deve adattare ai profili dei nuovi agricoltori e nuove agricoltrici. In effetti, oggi, numerosi giovani (e meno giovani) che desiderano avviare la loro attività non provengono dell’ambito agricolo. Ed è un vero cambiamento per la cooperativa, mi spiega la responsabile della comunicazione. D’altra parte, numerose persone sono nate nel mondo agricolo e dopo diversi anni a esercitare un’altra professione, vogliono tornare alla terra. Il ruolo della CAVAC è naturalmente di accompagnare i promotori di progetti, valutare se il progetto è sostenibile e aiutare a trovare delle soluzioni per installarsi durevolmente. Perché un’attività agricola è a tutti gli effetti un’azienda… E soprattutto un’azienda che si installa sul lungo termine! Céline mi confida che stiamo assistendo a un vero e proprio cambio generazionale in Francia. Un cambiamento di mentalità anche.

Progetti in agricoltura biologica, un’attenzione particolare

Per quanto riguarda l’accompagnamento su progetti di aziende in agricoltura biologica, si fa su diversi livelli. Innanzitutto, dei consulenti analizzano il progetto di installazione e di riconversione. Poi, è necessario affinare il progetto affinché sia economicamente valido. Infine, c’è l’accompagnamento tecnico con specialisti. Céline specifica che la CAVAC è molto connessa al mercato dell’agricoltura biologica e spinge le installazioni e riconversioni solo se sono in linea con il mercato finale. Quello che è più importante, racconta, è che gli agricoltori e agricoltrici possano vivere del loro lavoro sul lungo termine. E per questo, bisogna avere una visione del mercato, del campo o dell’allevamento fino al consumatore finale.

Adesso, cambiamo argomento, come ti dicevo in introduzione, vediamo quali sono stati gli impatti del periodo di crisi Covid in Francia. E cosa c’è di meglio che chiedere a una cooperativa che opera in numerose filiere agricole e agroalimentari?

Impatto della crisi sanitaria nel settore agricolo

Avendo un’attività diversificata, la cooperativa ha avuto numerosi impatti, positivi come negativi. Céline inizia a parlare di quelli negativi e in particolare nella filiera allevamento di anatre. La chiusura di alcuni mercati di esportazione e la riduzione significativa del consumo in Francia ha accelerato una tendenza che era già in corso. Ebbene sì, i francesi non hanno più mangiato l’anatra semplicemente perché è un piatto festivo e nel 2020, se ti ricordi, non c’era molto da festeggiare 😬

Il ruolo della cooperativa fu in un primo tempo di aiutare gli imprenditori a passare il periodo difficile del lockdown e la forte diminuzione dell’attività. Ma anche ristrutturarsi operando una riconversione su altre produzioni oppure per agricoltori vicini alla pensione, la cessazione della produzione.

groupe de canards

Poi, i cambiamenti più forti nelle filiere si sono soprattutto visti sui mercati dell’esportazione e per gli attori che lavorano con la ristorazione. Ha posto dei problemi agli allevatori che, nonostante la chiusura dei ristoranti, si sono ritrovati con i loro animali da gestire. L’inerzia degli animali costa denaro.

Gli impatti positivi

Per fortuna, ci sono stati anche degli impatti positivi! Ed è il caso della filiera delle uova, perché c’è stato un bisogno forte di uova francesi, racconta Céline (e altri bisogni di materie prime come la farina). La CAVAC avendo un’impronta molto locale, lavora con le industrie alimentari locali. Non hanno avuto nessun problema per rifornire i loro clienti e i consumatori francesi hanno potuto continuare a trovare i loro prodotti al supermercato.

Un altro impatto positivo, è stato il lancio di una bottega alimentare digitale nominata Coopcorico inizio 2020, si nota il timing perfetto! Su questo sito e-commerce, si può ordinare della carne e altri prodotti agricoli. Céline dice che hanno avuto una “tempesta di ordini” durante il primo lockdown. Un entusiasmo che si è indebolito.

Questo periodo di crisi covid ha rafforzato il modello economico della cooperativa, che è molto concentrato localmente”, conclude Céline Bernardin

L’articolo volge al termine

Questo incontro è stato molto stimolante e lo sai, mi piace chiacchierare! È interessante rendersi conto del lavoro che esiste dietro ai prodotti che mangiamo tutti giorni… In questo caso, un anello della catena. È tutta un’organizzazione per accompagnare gli agricoltori, le agricoltrici e seguire gli indicatori dei mercati. Sembra banale trovare sulle bancarelle della carne, del latte, della frutta, della verdura, mangiare la pizza, comprare la salsa di pomodoro, eppure, dietro c’è tutto un mondo, delle filiere e delle persone. Per saperne di più sulla cooperativa CAVAC, vai a fare un giro sul loro sito internet (è tutto in francese). Per rimanere sul tema dell’agricoltura, scopri “la tracciabilità dei prodotti agricoli” oppure “il peperone di Carmagnola”, specialità del Piemonte!

banner iscrizione alla newsletter